Sezione della storia dell'arte Tratta dal Volume -Storia dell'Arte Italiana-
- di Giulio Einaudi Editore
-Anno 1979

La Porcellana
Un altro tentativo d' imitare una tecnica e un tipo d'ormanento orientale si ebbe a Venezia,negli ultimi decenni del secolo XV. Con esso ebbe inizio a quella ricerca di carpire il segreto della porcellana.I motivi riguardavano in parte la bellezza della materia -soprattutto la sua ammiratissima traslucidità- in parte il mistero che circondava la formula della sua composizione, e in parte ancora la rarità e l'alto prezzo. Fin verso la metà del Cinquecento, nonostante i portoghesi avessero iniziato a ad importare in Europa quantità considerevoli di porcellane,esse erano ancora costose come ai tempi dell'Egitto, paese noto nel Medioevo per gli scambi commerciali con l'Oriente. Nel 1545 Cosimo de' Medici pensava valesse ancora la pena d'incaricare Jacopo Capponi di acquistare in Egitto per suo conto porcellane e tappeti, e a tale scopo gli affidò ben 450 ducati.Nel 1553 il viaggiatore francese Jaques Belon scriveva che
-i vasi di porcellana sono molto trasparenti e sono molto costosi al Cairo,dove si dice che vengano imporate dalla Indie.Ciò a me non pare verosimile, poichè non se ne vredrebbe in quantità così grande e non ci sarebbero nemmeno i pezzi di dimensioni non indifferenti, se si trattasse d'importarli da paesi così lontani.Una brocca o qualsiasi altro vaso,per quanto piccolo,costa un ducato:se il vaso è grande costerà di piu-
Verso la fine del secolo XVI possedere porcellane era un lusso quasi esclusivo di principi e signori.Louis Guyon scrive nel 1604:
-Mi ha piaciuto scrivere intorno ai vasi di porcellana,perchè parecchi grandi signori ed estimatori di cose così rare non sanno di quale materiale essa sia composta e d aquale paese provenga.Tuttavia, è molto stimata e tanto i principi barbari come quelli cristiani la tengono in gran pregio,al punto che per onorare la propria tavola e per servire contorni di molto prezzo,frutta e dolci costosi,ritengono indispensabile chevengano serviti in recipienti di porcellana ,come avviene alle mense di papi,re, imperatori,di duchi e marchesi italiani,ma soprattutto di imperatori e duchi.-

E in verità Cosimo de' Medici nel 1553 era in possesso di trecentosettantre pezzi di porcellana.
Nell'aprile del 1470 unn certo padre Guglielmo da Bologna scrisse da Venezia a un amico padovano che gli inviava "uno piadena e uno uasello di porcellana", di cui l'alchimista Mestro Antonio aveva appena terminato la cottura nel suo nuovo forno di San Simeone.
-quando duoi pezi son facti dal m.con grandissima perfetione perchè lui a ridoto le porcelane trasparenti e vaghissime con certa bona terra che uoi come sapete gli auete fato avere,li quali con vernixi et colori conveneinti uengono a cusi bellissmo lauoro,che pareno uenuti di barbaria et forse megliori.
-AVANTI...


Leggi anche la storia della manifattura di Doccia (Richard Ginori)
Storia della ceramica
Le Porcellane Tedesche di Palazzo Pitti a Firenze
Storia della porcellana: Sévres -Meissen-